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La chirurgia è femmina

La chirurgia è femmina

La chirurgia è femmina, ma ancora non lo sa. La sala operatoria per anni regno indiscusso del genere maschile pare infatti avere un futuro rosa davanti a se, questo quanto emerge dalle statistiche che evidenziano un aumento della presenza delle donne in chirurgia anche qui in Italia tanto da istituire nel Settembre 2016 una società chirurgica al femminile già presente in molti altri paesi d’Italia e del mondo: la Women in Surgery (WIS) Italia.

La strada verso il ruolo di primo operatore per le donne chirurgo è pero ancora ardua ed in salita, da una indagine del 2016 infatti il 34% ha risposto, infatti, di aver subito durante la propria formazione, nella scelta della scuola di specialità, durante la scuola di specialità, nel corso dell’attività lavorativa, nel momento della ricerca del posto di lavoro.

Proprio questo inverno su instagram è partita la campagna ” I look like a surgeon” ( sembro un chirurgo) proprio per sensibilizzare la società sul ruolo delle donne chirurgo che ha preso campo in pochi giorni su tutti i social media guadagnando anche la copertina del New Yorkers.

Ma un messaggio di speranza per le donne chirurgo e per le aspiranti tali nasce da un recente lavoro pubblicato dal British Medical Journal che presenta i dati di un survey in cui ad i pazienti era stato chiesto se avrebbero preferito ritrovarsi sotto il bisturi con un chirurgo uomo o donna, ma i colleghi dell’ Houston Methodist Hospital hanno fatto di più , hanno analizzato i dati di più di 104.000 pazienti sottoposti ad interventi dal 2007 al 2015 in Ontario ( Canada). I dati sono stati normalizzati cosi da rendere paragonabili i vari chirurghi per esperienza ed età, sono stati quindi confrontati gli outcomes dei pazienti operati in termine di riammissione in ospedale, complicazioni e morte ad un mese dall’intervento. E’ risultato che i pazienti curati da chirurghi donne avevano una probabilità inferiore del 4% di essere riammessi in ospedale , di avere complicanze o di morire rispetto ai pazienti trattati da colleghi di sesso maschile.

Questi risultati non sono nuovi al mondo della medicina infatti qualche anno da uno studio dell’università dei Harvard aveva già mstrato come nei reparti internistici i pazienti gestiti da medici di sesso femminile avevano un minor rischio di mortalità e un miglior outcomes , in quel caso i ricercatori avevano attribuito tali risultati ad una maggiore capacità di comunicazione ed empatgia delle donne medico che riescono ad ottenere una migliore compliance del paziente anche nella gestione domiciliare delle terapie.

Per quanto riguarda invece la sopracitata ricerca sule donne chirurgo il dott. Satkunasivam coordinatore della ricerca attribuisce i migliori risultati delle donne chirurgo alla difficoltà di diventare chirurgo per una donna, le discrimazioni e gli ostacoli che le donne incontrano nrlla formazione in chirurgia supereselezionerebbe un’elite di donne chirurgo, che per raggiungere il tanto agognato tavolo operatorio hanno dovuto impegnarsi maggiormente per dimostrare di essere pari ai colleghi uomini e ugualmente degne del ruolo di primo operatore.

Le donne chirurgo intanto in Italia continuano a crescere in numero ed in esperienza e cominciano a conquistare posizioni apicali , come la prof.ssa Cordova , chirurgo Plastico prima donna in Italia ad essere eletta Presidente di una società di chirurgia.

L’augurio migliore che si può fare alla chirurgia è un futuro di chirurghi sempre più preparati sia tecnicamente che umanamente qualsiasi siano essi uomini o donne per garantire cure sempre migliori ai pazienti.